La prima regola quando si fa un lavoro come il mio è quella di ricordarsi sempre quali siano le priorità.
E così se passi la vita ad aspettare che il capo ti consideri per finire un benedetto articolo in sospeso da mesi; se vedi che tutto il resto ha una priorità più alta della tua e quindi passa avanti; se persino il saluto mattutino di una segretaria è motivo di sospensione del lavoro sul papero; se ogni parola deve essere riscritta almeno sette volte; se ogni risultato deve essere verificato di nuovo e di persona dal capo; se non ci si fida di te neppure dopo 10 anni; se pranzi alle 15 perchè speravi di andare a pranzo a casa alle 13; se tutto il resto che devi fare viene rimandato e rimandato in attesa di ricevere udienza...
se tutto questo ti accade per giorni e giorni allora è bene fermarsi e ricordarsi di un musetto paffutello di un dolce omino che porta in giro orgoglioso la sua pancia.
E' bene rivederlo la mattina che ti saluta con la manina e annuendo con la testa ti fa capire che sta bene e che sa che tornerai quanto prima per giocare con lui.
E' bene ricordarsi quando dice "tappo", "tappa" (scarpa), "giogio" (Giorgio), "babba" (pappa), "ahhhahhh" (mamma ho sete), "aello" (bello), "avo" (bravo), "nonno" (nonno di Riccardo), "uaelio" (Valerio), "MAMMA!" (guarda! oppure guarda che bello, oppure guarda che bravo che sono).
E' bene inforcare la bici e raggiungerlo ai giardini per vedere come sta imparando a saltare sui tappeti elastici, come ormai gioca da solo senza cercarti di continuo, come presta i suoi giochi agli altri, come aspetta il suo turno per i giochi. Ma soprattutto per vedere come gli si illumina il viso quando ti vede!
Ecco se uno si ricorda di fermarsi a pensare allora si riappacifica col mondo.
E tutto il resto viene ridimensionato per quello che è!
Pasta al forno con zucca e porro
12 anni fa
